C’è stato un tempo in cui, tra le pianure e le colline del Piemonte, si allevava un maiale nero, riconoscibile per la piccola maschera bianca sul muso. Era un animale rustico e resistente, perfettamente adattato alla vita all’aperto e ai ritmi della campagna. Poi l’agricoltura ha cambiato passo: più veloce, più intensiva, più standardizzata. E quel suino è scomparso, o quasi. A riaccendere quella storia è stata la passione di Roberto Costa, cotitolare dell’azienda agricola Teo Costa, che dal 2012 ha scelto di impegnarsi in un progetto ambizioso: recuperare l’antica razza autoctona e restituirle dignità, identità e futuro. Nasce così il Suino Nero Piemontese, o Nero di Cavour: non come semplice operazione di allevamento, ma come frutto di un lungo lavoro di ricerca, selezione e studio, sostenuto anche dai ricercatori della Facoltà di Agraria dell’Università di Torino. Un percorso condiviso e riconosciuto anche dalla Regione Piemonte e dagli Assessori all’Agricoltura che nel tempo ne hanno sostenuto e condiviso l’iniziativa.
L’intero progetto è stato appoggiato dall’Anas, Associazione nazionale allevatori suini. Oggi questa razza è ufficialmente riconosciuta, ma resta numericamente limitata. È giovane e allo stesso tempo fragile. Ed è proprio questa fragilità a renderla preziosa.
Il Suino Nero di Cavour non è fatto per l’allevamento intensivo. Ha bisogno di spazio, di muoversi, di grufolare nei prati. Vive in sistemi estensivi, all’aria aperta, dove il tempo di crescita non viene forzato. È un animale che esprime il meglio di sé quando può seguire ritmi naturali. E quei ritmi si riflettono nella carne.
Le sue carni sono equilibrate, saporite, con una marezzatura che le rende particolarmente adatte alla trasformazione in salumi di qualità. Non cercano l’omologazione, ma carattere. Non puntano alla quantità, ma alla profondità del gusto.
Scegliere un prodotto derivato dal Suino Nero di Cavour significa sostenere un modo diverso di fare agricoltura. Significa mantenere viva una razza recuperata con impegno, allevata in piccoli numeri, legata a un territorio preciso. Significa dare continuità al lavoro di allevatori che hanno scelto di valorizzare la biodiversità.